"Digitale: femminile, singolare": la testimonianza di Sara Lodi, Head of Strategic Marketing & Business Development di Interacta

"Analitica, appassionata, integra": così si definisce Sara Lodi protagonista del nuovo appuntamento "Digitale: femminile, singolare". Sara ci ha raccontato cosa significa ricoprire oggi la posizione di Head of Strategic Marketing & Business Development di Interacta, partendo dai progetti realizzati in collaborazione con O-One e Industree Communication Hub.

Sara Lodi

Injenia s.r.l., azienda leader nei processi di trasformazione digitale delle aziende, ha scelto O-One e Industree Communication Hub per promuovere Interacta, l’innovativa piattaforma di “interazione naturale” che supporta le organizzazioni nella condivisione della conoscenza e nella gestione dei processi. È in questo contesto che abbiamo avuto il piacere di incontrare e dialogare con Sara Lodi, protagonista speciale all’interno del ciclo di interviste “Digitale: femminile, singolare”. 

Ricoprendo la posizione di Head of Strategic Marketing & Business Development di Interacta, Sara ci ha raccontato cosa significa portare avanti gli obiettivi di crescita di un brand internazionale, dal punto di vista della sua identità e della sua comunicazione, misurandosi all’interno di uno scenario in costante evoluzione. 

Leggi l’intervista completa rivolta a Sara, protagonista del ciclo di appuntamenti “Digitale: femminile, singolare” promosso da O-One


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Come sei arrivata a ricoprire il ruolo di oggi?
Dopo una laurea in semiotica e alcune esperienze in altre aziende, sono entrata in Injenia nel 2016 come responsabile marketing. Questa posizione mi ha permesso di seguire a 360° l’evoluzione dell’azienda, di entrare in contatto con i protagonisti dell’innovazione più importanti a livello internazionale ma, anche, di vedere nascere il nostro prodotto, Interacta, e di contribuire fin dalle prime fasi alla sua crescita e al suo sviluppo.
Il mio percorso si è evoluto in parallelo con quello del prodotto, dedicandogli sempre più focus e dedizione. Da due anni, ricopro infatti la posizione di Head of Strategic Marketing & Business Development di Interacta. Un ruolo che vesto con molto entusiasmo al fianco di un team di persone eccezionali che, come me, interpretano ciò che stiamo facendo come una missione nata dalla consapevolezza che stiamo portando avanti qualcosa di veramente nuovo e stiamo immaginando e costruendo un nuovo approccio al modo di lavorare e stare in azienda. Un approccio che mette al centro le persone, il loro benessere e ne fa il volano per aumentare la produttività e l’efficienza aziendale.

Di cosa ti occupi nello specifico?
Il mio obiettivo è fare crescere Interacta come brand, dal punto di vista della sua identità, della sua comunicazione e della sua presenza sul mercato. Seguo pertanto molti progetti e sono alla continua ricerca di nuove strade. Recentemente abbiamo portato avanti un completo rebranding per far sì che il racconto e l’immagine di Interacta fosse coerente al 100% con la natura e i valori del brand. Questa è stata l’occasione per sviluppare due nuovi progetti estremamente interessanti e importanti per Interacta: un percorso di scaling marketing basato sul growth hacking e uno in ambito PR a media relations, che sto portando avanti con l’indispensabile supporto di Industree Communication Hub.

Qual è l'aspetto che hai trovato più sfidante nel/i progetto/i a cui abbiamo collaborato?
Un nuovo progetto, soprattutto se naviga in territori fuori dalle tue comfort zone tradizionali, è sempre impegnativo. Per me, rispetto al progetto media & PR, l’aspetto più sfidante è stato riuscire a inquadrare e trasformare in strategia questa nuova opportunità all’interno del nostro contesto marketing che, storicamente, è più orientato al digitale e a obiettivi di lead generation immediati. E’ stato fondamentale l’aiuto di un partner capace di mettersi in ascolto di fianco a noi, di comprendere le peculiarità della nostra realtà e del nostro mercato e di costruire una strategia su misura per i nostri obiettivi.
 
Secondo te, qual è la più grande difficoltà che affrontano le donne che oggi vogliono intraprendere una professione "digitale"?
Credo che le difficoltà principali siano legate al retaggio culturale che ancora vede le donne poco orientate alle discipline Stem e scarsamente presenti nelle posizioni di responsabilità. Tuttavia, credo che il digitale apra molte opportunità professionali alle donne, in primis perchè sta scardinando le logiche tradizionali e trasformando i modelli organizzativi aziendali favorendo aspetti in linea con l’approccio femminile, come la collaborazione, la conoscenza e la creatività. Ho la fortuna di lavorare in un’azienda innovativa in cui la leadership femminile è presente e vedo altri segnali molto positivi: ad esempio, negli ultimi anni, la presenza femminile nei ruoli tecnici altamente specializzati è aumentata considerevolmente a dimostrazione che sempre più ragazze intraprendono percorsi di formazione universitaria orientati all’informatica e all’ingegneria.

E la più grande opportunità?
Come dicevo prima, il digitale sta cambiando gli scenari aziendali. Stiamo assistendo a una trasformazione inarrestabile e pervasiva che richiede, per non esserne travolti, sicuramente nuove competenze, ma anche lo sviluppo di nuovi approcci e modelli organizzativi. Si stanno creando nuovi spazi per le donne, ma non solo, che devono essere occupati da figure dotate di nuove skill. Non parlo solo di competenze tecniche, informatiche, economiche o ingegneristiche, ma anche umanistiche. La grande sfida sarà comprendere come innovazione e digitalizzazione possano inserirsi nei sistemi umani di lavoro, generando vero valore per il business, per le persone e la collettività. In questo scenario, credo che il punto di vista femminile sarà indispensabile.

Il digitale può rafforzare il ruolo professionale ed economico delle donne?
Assolutamente sì. Secondo dati Eurostat, il settore dei servizi ad alto contenuto di conoscenza e competenze, fra cui il digitale, vede oltre la metà del totale degli impiegati donne. Inoltre attorno al digitale stanno nascendo start-up, progetti d’impresa e business innovativi che vedono una forte presenza femminile. Il digitale è per questo uno dei punti chiave anche per sviluppare l’imprenditoria femminile.

Dove prendi le informazioni per restare aggiornata?
Lavoro in un ambiente in cui la contaminazione dei saperi è altamente favorita e la diffusione della conoscenza uno degli obiettivi principali. Inoltre, è fondamentale avere sempre le antenne sintonizzate sul mercato, ascoltare i clienti, i partner, i fornitori, per assorbire il più possibile dall’esterno. Non deve mancare la curiosità che ti spinge a informarti e scoprire sempre qualcosa di nuovo e la voglia di continuare a formarsi e frequentare corsi e seminari. Le piattaforme online di e-learning aiutano molto in tal senso anche se le esperienze in aula, con colleghi con cui confrontarsi, sono insostituibili.

Cosa consiglieresti ad una ragazza neolaureata che vorrebbe intraprendere la tua carriera lavorativa?
Di non porsi dei limiti e di impegnarsi al massimo. Io ho fatto un percorso di studi umanistico, di quelli che non compaiono nelle classifiche sull’orientamento accademico come migliori opzioni per trovare lavoro, eppure ho costruito il mio percorso nella direzione che volevo. Ci ho messo impegno, spirito di adattamento, studio e perseveranza. Sapevo poco di marketing applicato e ancor meno di informatica, ma i gap conoscitivi si colmano se c’è una forte motivazione e passione a muoverci.